Voglio riportare un episodio significativo di vita reale accaduto qualche giorno fa, che mi ha fatto comprendere il tipo di cambiamento avvenuto in me durante la mia esperienza di coaching, nella vita privata e al lavoro. A dire la verità ho sempre avuto un atteggiamento aperto e positivo verso questo percorso che ho avuto la fortuna di intraprendere, ma certi eventi accendono la luce più di altri e ti sorprendono per come si svolgono. Questo episodio di vita privata è stato il momento in cui mi sono reso conto di quanto il mio punto di vista su ciò che stava accadendo era spontaneamente e incredibilmente diverso dal passato.

Ero andato al mare in una giornata caldissima di luglio con la mia famiglia, in un giorno festivo in cui c’era una grande folla e quindi avevamo tutti grande difficoltà nel trovare un parcheggio. Dopo lunga ricerca decido di far scendere la famiglia e proseguo da solo. Era un orario in cui faceva sempre più caldo. Altre persone come me, erano alla disperata ricerca di parcheggio. Ad un certo punto l’auto davanti a me trova posto e nel terrore di essere derubati di questo parcheggio, scende di corsa un passeggero per occupare con il corpo il posto. Nel far questo la persona apre frettolosamente lo sportello mentre io stavo passando defilato e colpisce la mia auto. A questo punto, come ogni incidente che si rispetti inizia una concertazione su chi avesse torto, con l’altra parte che ad alta voce, con bestemmie e improperi di tutti i tipi, continuava ad inveire contro di me per tutta una serie di ragioni.

Ma io stavolta osservavo la persona inveire come se fossi un terzo soggetto estraneo (la cosa quasi mi faceva sorridere).

Lo guardo e inizio a dirgli che probabilmente eravamo tutti sotto stress visto il gran caldo e visto che da un’ora si girava disperati senza trovar parcheggio, gli faccio presente che non aiutava nessuno il suo modo di urlare e inveire e lui di colpo si calma, inverte il tono, diventa gentile e abbassa il volume, chiede scusa e si mostra subito disponibile a darmi il suo cellullare perché io facessi controllare la mia auto rendendosi disponibile a rimediare al problema.
Quelle cose che gli dicevo erano sincere, venivano dal fatto che mi stavo mettendo nei suoi panni (lui continuava ad urlare di essere sfortunato, che sapeva da prima di uscire che sarebbe stata una giornataccia, ecc…) che comprendevo come questo evento lo aveva fatto esplodere di emotività. Credo che trovare la mia comprensione lo avesse messo in condizioni diverse verso di me. La cosa si è risolta bene, ma ancora meglio,  sono ritornato dalla mia famiglia con totale serenità perchè il problema era sparito subito dalla mia testa.

Ciò che rimaneva in me era la mia sorpresa per come mi sentissi, per come mi ero distaccato dal contesto e per la positività della conclusione che mi rendeva felicissimo, felice di aver scoperto un nuovo modo di vivere le cose che mai aveva fatto parte di me in passato, con una nuova consapevolezza, maggiore visione d’insieme, una maggiore certezza di raggiungere un risultato risolutivo, un modo che uso ora sia al lavoro che nella vita privata. Spero sia solo l’inizio di tante nuove scoperte…